Fabio Benetti Ultime emozioni: La mia chiusura di stagione a spinning nel Brenta 2013

La mia chiusura di stagione avviene così all’improvviso e non programmata, è sabato e sono a pranzo con la mia famiglia, non è un sabato qualunque, ma bensì l’ultimo della stagione di pesca nel Fiume Brenta.  Mentre consumo il mio pasto, qualcosa mi rende irrequieto,  un richiamo del fiume per me irresistibile mi farà balzare dalla sedia ancor prima di prendere il caffè.

Scendo nel garage, indosso waders, scarponi, giubbino e guardo il portacanne con l’ultimo dubbio, Mosca o Spinning??? La scelta cade sullo spinning, prendo la mia scatola di artificiali leggeri e m’incammino verso il fiume, appena giungo sul posto vedendo il livello così basso vengo preso dallo sconforto, mentre compilo il tesserino dei permessi.

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Poggio un’attimo la canna e valuto come affrontare lo spot, intanto scambio quattro chiacchere con un Moschista, che nonostante l’attività di superfice sembrasse azzerata, aveva catturato 1 Trota e 2 piccoli Temoli.

Mi porto a valle un centinaio di metri per non disturbare la sua azione di pesca e decido anche di aggiungere 2 metri di finale dello 0,18 alla madre lenza dello 0,22 per pescare più delicatamente possibile. Dopo alcuni minuti al centro di una rapida incanno un bel pesce, salta all’impazzata è una Trota Iridea e la sua livrea argento vivo gli dà il giusto tocco di rusticità, a fatica la porto nel guadino e dopo la foto di rito la rilascio.

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Continuo l’azione verso valle in un tratto con acqua più profonda e lenta ma non ho risultati, solo le timide bollate dei Cavedani attirano invano la mia attenzione, fortunatamente poco a valle ci sono altre rapide, così nel finire della buca grazie ai waders, attraverso il fiume e mi porto nella riva opposta molto più frastagliata e difficile da percorrere, in modo da presentare i miei artificiali da un’angolazione insolita e questa volta sarà una Fario a cadere nella mia insidia.

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Pescando a scendere, cammino molto cauto per non farmi scorgere dalle Trote selvatiche inoltre cerco di lanciare molto lontano facendo fare una bella passata in corrente al mio rotante quando subito sento una bella botta in canna e dopo essersi ben difesa, sarà un’Ibrido a giungere nel guadino, seguito da un grosso Cavedano e da altre Trote sempre Ibridi.

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Fortunatamente trovo un tratto di fiume rustico e ben popolato, cerco di rimanere basso sulla riva e ben nascosto, davanti a me il fondale supera i 2 metri, mentre nella riva opposta grazie all’immissione di un ramo secondario, una bella correntina con acqua bassa scorre velocemente e proprio nel mezzo che lancio il mio rotante ad oltre 50 metri dalla mia posizione. Dopo pochi metri sento la stoppata e pensando al fondo ferro comunque, sono in pesca molto lungo ma le testate in risposta le sento benissimo, è una gran pesce, apro mezzo giro di frizione e cerco lentamente di avere la meglio, appena mi arriva sotto nell’acqua lenta ed alta noto una Trota Iridea sopra i 50 cm. un pesce sui 2 kg. che tira come un treno e sembra tenere il fondo, ma il bello deve ancora arrivare, appena l’avvicino a me e metto in acqua il guadino, una partenza fulminea con 4-5 salti degni di un Marlyn mi sbobbina 30-40 mt. di filo e con l’ultimo salto si slama.

 

Con le mani ancora tremanti ripongo l’artificiale nella scatola e decido così di concludere la mia stagione di pesca, con l’emozione che l’ultimo splendido pesce mi ha lasciato.

Arrivederci freccia d’argento!!!

Testi e foto by: Fabio Benetti

2 Responses to “Fabio Benetti Ultime emozioni: La mia chiusura di stagione a spinning nel Brenta 2013”

  1. maurizio ha detto:

    sarebbe bello non vedere tutti questi ibridi ma solo marmorate pure, perche’ non seminare solo piccole iridee e continuare coi recuperi e la riproduzione dei soggetti geneticamente puri (ITTIOLOGO + GENETISTA).
    ciao ho 66 anni ed amerei rivedere prima di morire i fiumi ed i grandi laghi popolati di pesci autoctoni come quando avevo dieci anni

    • admin ha detto:

      Ciao Maurizio, se non sbaglio le fario che vengono immesse sono sterili, per cui il fenomeno dell’ibridizzazione è dovuto per lo più a fario naturali.
      Concordo con te che sarebbe bello tornare ad un tempo, chissà se mai sarà possibile!

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